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Coach di performance mentale per calciatori.
Il peso del pallone
Vuoi dimostrare quanto vali e, senza accorgertene, ogni giocata diventa un esame. Meno libertà, più paura di sbagliare. Ma è proprio lì che inizia il tuo allenamento mentale: imparare a giocare libero anche quando senti il peso.
La direzione
Non puoi controllare tutto ciò che accade in campo. Puoi allenare il modo in cui rispondi.
Il percorso
Parti dal supporto più adatto al tuo momento: Telegram per iniziare, Accademia in arrivo o Coaching individuale e continuativo.
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Scopri TelegramConoscenza e strumenti pratici per capire, allenare e portare in campo ciò che impari.
Scrivimi per l’AccademiaUn percorso su misura per trasformare ciò che vivi in campo in lavoro concreto durante la settimana.
ParliamoneCasi studio
Percorsi diversi, raccontati dal campo: difficoltà, risultati, consapevolezza e crescita.
In evidenzaAndrea Adorante
Caso studioDiego Zuppel
Caso studioKevin Piscopo
Caso studioIacopo Lipani

Bilal Erradi
Altri percorsi, momenti e prospettive dal calcio vissuto.

Domande vere
Chiarezza prima di qualsiasi percorso.
Un mental coach per calciatori allena gli aspetti mentali che influenzano la prestazione: fiducia, concentrazione, gestione dell’errore, pressione, motivazione, continuità e capacità di reagire nei momenti difficili.
Il lavoro non sostituisce quello tecnico, tattico o fisico. Lo completa, aiutando il calciatore a utilizzare meglio le proprie qualità e a costruire una mentalità più solida dentro e fuori dal campo.
Il mental coach lavora principalmente sul miglioramento della performance, sugli obiettivi, sulle abitudini e sulle strategie mentali utili alla prestazione.
Lo psicologo dello sport è invece un professionista sanitario abilitato e può intervenire anche su problematiche psicologiche, disagio emotivo e aspetti clinici.
Sono due figure differenti che, quando necessario, possono anche lavorare in modo complementare.
No. Il mental coaching non serve solamente quando qualcosa non funziona.
Molti calciatori iniziano proprio quando stanno bene, perché vogliono conoscersi meglio, diventare più continui, prepararsi a un salto di categoria o sviluppare strumenti mentali prima di trovarsi davanti a una difficoltà.
Allenare la mente significa anche prevenire, non soltanto reagire.
La prestazione dipende da molti fattori: qualità tecniche, condizione fisica, tattica, contesto e componente mentale.
La preparazione mentale può incidere sul modo in cui il calciatore utilizza ciò che possiede: come entra in partita, come reagisce a un errore, come gestisce la pressione, come mantiene il focus e come affronta i momenti decisivi.
Non sostituisce il talento o l’allenamento. Aiuta a renderli più accessibili quando servono.
Sì. Nei giovani il lavoro mentale può essere particolarmente importante perché permette di sviluppare fin da subito consapevolezza, responsabilità, gestione delle emozioni, fiducia e capacità di affrontare errori, panchine, selezioni e cambiamenti.
L’obiettivo non è creare pressione sulla prestazione, ma aiutare il giovane calciatore a costruire strumenti che possano accompagnarlo durante tutto il suo percorso sportivo.
Sì. Il mental coaching non entra nelle scelte tecniche o tattiche dell’allenatore e non si sostituisce allo staff.
Il lavoro riguarda il calciatore: atteggiamento, preparazione mentale, gestione delle emozioni, responsabilità, obiettivi e risposta alle situazioni che incontra durante la stagione.
L’obiettivo è aiutarlo a presentarsi nelle migliori condizioni mentali possibili all’interno del contesto della propria squadra.